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domenica 4 maggio 2014

PRESI SPACCIATORI CON UN CHILO DI DROGA MA VENGONO SCARCERATI!

Senza interprete il giudice deve scarcerare tre spacciatori in possesso di un chilo di droga!

Sono già tutti liberi i tre orientali, due vietnamiti e un cinese,  arrestati lunedì notte dai carabinieri di Reggio Emilia, in una camera d’albergo della zona-stazione nell’ambito di una clamorosa inchiesta  che ha portato al sequestro-record in Italia (un chilo) di una droga sintetica (la metanfetamina) ancora avvolta nel mistero come uso e destinatari.

Su questa triplice scarcerazione, avvenuta al termine dell’udienza di convalida dell’arresto tenutasi in carcere, ha avuto un peso non indifferente la mancata individuazione di un interprete (cosa che era invece riuscita all’Arma nelle fasi subito successive all’arresto) che consentisse ai due vietnamiti di poter seguire il procedimento e soprattutto di potersi difendere. 
Senza l’interprete, sono saltate le garanzie previste per legge nei confronti degli arrestati stranieri e il gip non ha potuto far altro che non convalidare l’arresto dei due giovani vietnamiti Xuan Thui (29 anni) e Anh Cuong (26 anni), trovandosi anche nell’impossibilità d’applicare misure restrittive. I due vietnamiti, non avendo capito nulla di quanto accaduto, non hanno ovviamente nemmeno firmato il verbale. Discorso diverso, ma esito identico per la terza persona accusata di spaccio, cioè il cinese 28enne Paopao Ji. L’interprete cinese è stato rintracciato e ha consentito all’arrestato di seguire l’udienza di convalida. Comunque il 28enne s’è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip Ghini ha in questo caso convalidato l’arresto, optando però per la liberazione dell’indagato.
Forse il giudice ha ritenuto che non vi siano indizi tali da far ricadere sul giovane cinese la responsabilità dell’inquietante droga ritrovata nell’armadio della camera d’albergo. Al tirar delle somme, tutti liberi e la richiesta del pm Serranti di misura cautelare in carcere che è rimasta lettera morta. 

E adesso cosa succederà? 

 L’inchiesta andrà avanti (da chiarire non pochi aspetti su una vicenda su cui aleggia la “mano” della mafia cinese) e vista la consistenza del sequestro i tre orientali rischiano, a processo, pene che oscillano fra gli 8 e i 20 anni di carcere. Il cinese risiede a Sassuolo (Modena) mentre i familiari sono ospiti di amici a Reggio. I due vietnamiti sono senza fissa dimora, non si sa come siano arrivati in Europa (men che meno come siano giunti a Reggio) e hanno in mano passaporti rilasciati dalle ambasciate vietnamite presenti in Polonia e Repubblica Ceca. E’ forte il rischio che possano sparire.

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